Nuove generazioni: Scoprirsi Xennials

Nuove generazioni: Scoprirsi Xennials

“Perché i ragazzi non si fanno vedere

Sono sfuggenti come le pantere

E quando li cattura una definizione

Il mondo è pronto a una nuova generazione”,

Lorenzo Cherubini , 1992

Mi è sempre sembrato strano leggere di generazioni denominate X, Y o Z, come fossero elementi di un’equazione da risolvere, cosa peraltro impossibile a mio avviso.

Non mi aspetto che le persone siano categorizzate né tantomeno che debbano consegnarsi a noi in un risultato finito e corretto, ma piuttosto che si rivelino al pieno delle loro potenzialità e mostrino i limiti dell’età che vivono.

Di qualche giorno fa la notizia che Dan Woodman, professore associato di Sociologia all’Università di Melbourne, abbia individuato una micro generazione, gli Xennials, cui appartengono i nati tra il 1977 e il 1983.

 immagine creata a supporto dell′articolo di Valentina Valerio per Skeym Srl

immagine creata a supporto dell′articolo di Valentina Valerio per Skeym Srl

Eccomi qui. Data di nascita 1977. Decido di fare il test del “The Guardian”…e mi ci ritrovo!

Film cult, rapporto con la tecnologia, musica, abitudini, tutto è al suo posto.

Forse perché stavolta la definizione abbraccia solo 7 anni, e non 15, che sono forse troppi per un mondo che va così in fretta.

Leggo di come siamo riusciti ad adattarci all’avvento di internet, di come abbiamo imparato a rapportarci alle nuove tecnologie, vedendole nascere e provando a conviverci pacificamente mentre crescevano e crescevamo.

Pare che non ci appartenga il pessimismo della generazione X ma nemmeno l’ottimismo dei Millennials, e immagino si tratti solo del fatto che siamo dotati di più pazienza. Non perché questa nuova definizione ce l’abbia donata, ma perché ce la siamo guadagnata sul campo, leggendo i libretti delle istruzioni e cercando i neologismi sui vocabolari.

Non sono una nostalgica, giuro!

Apprezzo e mi godo ogni vantaggio acquisito nell’era del “Google it”, ma se un giorno non avessi connessione saprei comunque sopravvivere all’evento catastrofico!

Credo semplicemente, alla fine delle mie letture sull’argomento Xennials, che l’essere generazione di passaggio ci abbia reso in qualche modo bilingue: ci sono propri i termini della generazione X e siamo in grado di usare i costrutti del Millennials.

E ciò ci rende preziosi.

Ci rende un ponte.

Ci dà la responsabilità di fare in modo che queste due generazioni si parlino, si capiscano e inizino a camminare insieme.

Noi siamo gli interpreti e accettiamo la sfida.

Volete sapere come? Stay tuned

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