gameful design gamification

Framework: 24 passi per un Gameful design

[cmsmasters_row data_shortcode_id=”11qengdjdk” data_width=”boxed” data_no_margin=”true” data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”7rwrj0el7y” type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Panorama[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”4z41jggim” animation_delay=”0″]Il Gameful design è una scienza giovanissima. Come in ogni nuova branca di conoscenza che si viene a delineare, c’è tanta confusione. Anche questo settore non fa eccezione: ogni designer crea un proprio framework di lavoro, si affastellano rapidamente metodologie, teorie, concetti, percorsi, strumenti e tecniche. Alcune utili, altre meno. Questo periodo assomiglia all’infanzia di un umano in cui tutto sembra importante ma tutto tramonta inesorabilmente alla fine della giornata. Per poi ricominciare.[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_padding_bottom=”50″ data_padding_top=”0″ data_color=”default” data_bot_style=”default” data_top_style=”default” data_no_margin=”true” data_width=”boxed” data_shortcode_id=”2y6glvz6vr”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”nu3csy0az” type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Intro[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”qizyj2bhe” animation_delay=”0″]Io non faccio eccezione. Anche io, arrogante come sono, ho voluto cimentarmi nella costruzione di un framework. Per chiarezza: sono arrogante ma non stupido. Sono consapevole del fatto che ci sono in giro framework e metodologie valide e profondamente meditate, il mio è solo un tentativo di costruire un percorso che potrebbe essermi utile nella realizzazione di futuri design. Contemporaneamente spero di poter creare degli strumenti utili anche per i miei colleghi presenti e futuri. Nulla di tutto ciò è scritto nella pietra. Per questa ragione già nel titolo campeggia un bel “WIP” che sta per “Work In Progress“. Spero che i progetti su cui lavorerò in futuro mi daranno l’opportunità di migliorare ed ampliare il framework.[/cmsmasters_text][cmsmasters_heading shortcode_id=”hq8grvlzll” type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]I 24 passi: il mio framework[/cmsmasters_heading][cmsmasters_image shortcode_id=”7rwhuz8t8″ align=”none” link=”https://www.skeym.it/wp-content/uploads/2017/08/ciclo-creativo2.0-ita-3-e1505584920526.jpg” animation_delay=”0″]158|https://www.skeym.it/wp-content/uploads/2017/08/ciclo-creativo2.0-ita-3-e1505584920526.jpg|full[/cmsmasters_image][cmsmasters_heading shortcode_id=”fez36kgq1j” type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Figure professionali coinvolte[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”entxfxznnk” animation_delay=”0″]Questi passi non possono essere compiuti in “solitaria” dal designer. Anzi. Lo scopo finale di tale framework è dare uno strumento utile a tutta la produzione dell’artefatto digitale gamificato – che si tratti di sito web, ambiente interattivo o applicazione mobile. La produzione, così come è qui descritta lavora in maniera coordinata e concordata secondo le esigenze espresse dall’utente e le soluzioni corrispondenti realizzate dal designer. Ciò che serve è un team apposito, che possa con le proprie competenze, svolgere  tutti i compiti necessari alla buona riuscita del progetto.[/cmsmasters_text][cmsmasters_heading shortcode_id=”qdkip7rwas” type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Ascolto e Analisi[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”it0mwabzql” animation_delay=”0″]Nelle macrofasi di Ascolto e Analisi, dovrebbero collaborare il designer insieme ad uno UX researcher o comunque un esperto di interazione con gli utenti. In queste fasi è essenziale assicurarsi la competenza di un esperto con un forte background psicologico. Presenteremo queste figure professionali nei futuri post futuri[/cmsmasters_text][cmsmasters_heading shortcode_id=”66qrw6sgd3″ type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Design[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”o5rq8bkvvq” animation_delay=”0″]Il regno dei designer. In questa macrofase il gameful designer potrà collaborare con uno UX/UI designer, in modo che le soluzioni trovate possano essere immediatamente visualizzabili in wireframe e prototipo chiari per tutto il team di design e sviluppo[/cmsmasters_text][cmsmasters_heading shortcode_id=”96bytx9icm” type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Delivery[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”9c7rxvabyi” animation_delay=”0″]In questa fase il Designer ha compiti residuali. Perlopiù dovrà controllare che il prodotto implementato non si allontani da quanto progettato. I protagonisti di questa fase sono gli sviluppatori ed i creatori di contenuti, quindi programmatori, content manager, ui designer, sound artist, in base alla forma finale del progetto (App, sito web, ARG, etc..)[/cmsmasters_text][cmsmasters_heading shortcode_id=”pa8s2495qg” type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Framework e strumenti utili[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”8g30325wj” animation_delay=”0″]

Ovviamente questo framework non nasce dal nulla. Ho studiato e mi sono ispirato ad ottimi framework che vorrei citare: l‘ Octalysis di Yu Kai Chou , i social engagement verbs di Amy Jo Kim , the four keys to fun di Nicole Lazzaro, Il testo del Prof. Werbach, di grande utilità gli strumenti e le tecniche presenti nell’inesauribile blog di Fabio Viola con cui ho avuto il piacere ed il privilegio di collaborare.

I prossimi post saranno dedicati ad approfondire tutti i passi del framework.

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ascolto gamification cliente

Ascolto: gli obiettivi del cliente

[cmsmasters_row data_padding_bottom=”50″ data_padding_top=”0″ data_color=”default” data_bot_style=”default” data_top_style=”default” data_no_margin=”true” data_width=”boxed” data_shortcode_id=”epbexkoag2″][cmsmasters_column data_width=”1/2″][cmsmasters_heading shortcode_id=”r0hnk04uz8″ type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Ascolto: La parola magica[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”n49kr5ee” animation_delay=”0″]Prima della gamification, prima dell’analisi, prima del design, prima di qualsiasi cosa, c’è l’ascolto. Rimango spesso stupito per quanto questa fase sia presa sottogamba o addirittura non presa neanche in considerazione. Se il designer da per scontato che il cliente sa già cosa vogliono i propri utenti, inizierà il progetto con il piede sbagliato. Non progetterà l’engagement per gli utenti ma per il proprio cliente. E tra le due cose, c’è una enorme differenza.[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][cmsmasters_column data_width=”1/2″][cmsmasters_image shortcode_id=”b7wwa01gni” align=”none” link=”https://www.skeym.it/wp-content/uploads/2017/08/ciclo-creativo2.0-ita-3-e1505584920526.jpg” animation_delay=”0″]158|https://www.skeym.it/wp-content/uploads/2017/08/ciclo-creativo2.0-ita-3-e1505584920526.jpg|full[/cmsmasters_image][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”65fucr89rh” data_width=”boxed” data_no_margin=”true” data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”db81kuqsu5″ type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]La fase dell’ ascolto[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”rf3645c5qs” animation_delay=”0″]Durante questa fase sarà necessario conoscere gli obiettivi aziendali, individuare gli strumenti di analisi e raccolta delle informazioni ed infine adoperarsi per conoscere i propri utenti e capire cosa li motiva e cosa li spinge a compiere una determinata azione. Questa fase precede sempre, la fase di analisi e design. Senza di essa, l’intera architettura emozionale potrebbe risultare inefficace o addirittura controproducente. Al termine di questa fase dovrà essere chiara la natura del macro obiettivo (ad es. fidelizzazione, change behaviour, internal engagement, etc..) e i singoli obiettivi, primari e secondari, divisi per ogni tipologia di utente[/cmsmasters_text][cmsmasters_heading shortcode_id=”x6cjcjeu3b” type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]La famosa User Experience[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”tn2j6jdxyr” animation_delay=”0″]Il tema non è nuovo, né riguarda solo l’ambito dell’ engagement design: tutta la (neonata) scienza della User Experience (D’ora in poi UX) si fonda su ciò che l’utente finale effettivamente fa, le azioni che effettivamente compie, e non invece su cosa il designer, il cliente, il manager, l’universo intero, pensa che l’utente debba fare. Quindi sappiamo di non sapere. Questa è la brutta notizia. La bella notizia è che possiamo imparare, per l’appunto, osservando ed ascoltando i nostri utenti finali.[/cmsmasters_text][cmsmasters_heading shortcode_id=”8kbwv35ntb” type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]La determinazione degli obiettivi[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”iam797q7xp” animation_delay=”0″]La determinazione degli obiettivi è solo il primo passo da compiere in questa fase. Tutto il progetto di engagement si basa sull’ assunto che esistano dei bisogni da soddisfare, degli obiettivi da raggiungere e perciò si rivela necessario progettare un percorso da far compiere agli utenti all’interno del prodotto-progetto. La determinazione del viaggio dell’utente che progetteremo, inizia dalla profonda comprensione degli obiettivi – espliciti e impliciti – dei nostri utenti e dei nostri clienti : ciò che in sintesi estrema, motiva il progetto gamification.[/cmsmasters_text][cmsmasters_heading shortcode_id=”1t4nld3yri” type=”h3″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Piccoli passi[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”96r0caj94″ animation_delay=”0″]Ma durante questo step non abbiamo accesso ai nostri utenti. Non sappiamo ancora come comunicare con loro e in che modo, in definitiva non li conosciamo. Quindi dovremo concentrarci su un altro imprescindibile obiettivo: comprendere gli obiettivi che il cliente vuole raggiungere grazie alla gamification. Stai pur certo che avrà già una chiara idea in testa. Spesso, ciò che il cliente vuole, non è la soluzione migliore da implementare purtroppo. Nonostante questo, durante questo step dovremo ascoltare il cliente. In seguito progettare tenendo conto delle richieste acquisite durante questo passo. Durante questo step dovrà essere stabilita anche la piattaforma a cui il progetto sarà applicato. Decidere se il progetto è destinato ad essere fruito su un sito web, su un app mobile o durante un evento nella vita reale, o un mix fra tutto: questa decisione sarà di centrale importanza nella fase di delivery.[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row]