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Smart working? Si può fare!

[cmsmasters_row data_padding_bottom=”50″ data_padding_top=”0″ data_color=”default” data_bot_style=”default” data_top_style=”default” data_merge=”true” data_width=”boxed” data_shortcode_id=”5w1h9obtu”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”wapfb979p” type=”h2″ font_family=”Lato:400,400italic,700,700italic” font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]”Prete: E tu Checco? Che vuoi fare da grande? [/cmsmasters_heading][cmsmasters_heading shortcode_id=”l9fl72632p” type=”h2″ font_family=”Lato:400,400italic,700,700italic” font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″] Checco da bambino: Io voglio fare il posto fisso”[/cmsmasters_heading][cmsmasters_heading shortcode_id=”zz4tshqx1″ type=”h4″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Checco Zalone, Quo vado, 2016[/cmsmasters_heading][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”klt0ktxi89″ data_width=”boxed” data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”30″][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_text shortcode_id=”x19frx4g7″ animation_delay=”0″]

Domandare oggi ad un bambino cosa vuole fare da grande e ricevere le sue risposte ci sorprenderebbe. Ho ascoltato cose che mi hanno lasciata basita qualche anno fa.

Sgranavo gli occhi e mi sentivo un’aliena nel sentire “Voglio fare l’influencer” o “Voglio fare la youtuber”, non capivo nemmeno cosa volesse dire finché la lungimiranza tipica dei più piccoli non ha dimostrato che questi progetti, nati dentro una cameretta con peluches di unicorni e modellini di Star Wars, potevano non solo diventare vere e proprie professioni ma, con metodo e costanza, anche essere redditizi e, perchè no,  evolvere in brand di successo.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”pgitie4ha2″][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”r95ujgor6m” type=”h2″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]“La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita.” [/cmsmasters_heading][cmsmasters_heading shortcode_id=”bjcsj0t0ee” type=”h4″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Tom Hanks, Forrest Gump, 1994[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text]

Sono una Xennial, classe ‘77, e non avrei forse risposto come Zalone, ma di certo sono cresciuta pensando che prima o poi avrei avuto un ufficio in cui andare giornalmente, una scrivania, una sedia e magari una stanza tutta mia. Forse era già un’idea temeraria credere che questo luogo di lavoro non sarebbe stato nella mia città ma a molti km da qui, e di certo non avrei mai immaginato che lo smart working, una realtà che forse nemmeno esisteva, sarebbe venuta in mio soccorso.

Per portarmi avanti ho lasciato casa a 19 anni,  ho scelto un’università in una metropoli distante per dimostrare che potevo cavarmela da sola, e ho vissuto a Roma 10 splendidi anni, rimanendo oltre il periodo previsto. Ho deciso poi di tornare nella mia terra, di portare qui le competenze acquisite, per ritrovarmi a vivere un periodo storico che ha lasciato gran parte della mia generazione a cercare incessantemente il loro posto, fisso o meno, senza trovare nulla che potesse permetterci di avere una progettualità o una serenità di lunga durata. Dopo una prima esperienza da imprenditrice durata qualche anno, a causa della crisi ho dovuto chiudere quel capitolo e mi sono trovata completamente spiazzata.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_width=”boxed” data_padding_left=”3″ data_padding_right=”3″ data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_bg_position=”top center” data_bg_repeat=”no-repeat” data_bg_attachment=”scroll” data_bg_size=”cover” data_bg_parallax_ratio=”0.5″ data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″ data_padding_top_laptop=”0″ data_padding_bottom_laptop=”0″ data_padding_top_tablet=”0″ data_padding_bottom_tablet=”0″ data_padding_top_mobile_h=”0″ data_padding_bottom_mobile_h=”0″ data_padding_top_mobile_v=”0″ data_padding_bottom_mobile_v=”0″ data_shortcode_id=”fx0tnvpv3l”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”h8umueitb0″ type=”h2″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]“Nessuno può mettere Baby in un angolo.”[/cmsmasters_heading][cmsmasters_heading shortcode_id=”8eof06a3x” type=”h4″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Patrick Swayze, Dirty Dancing, 1987[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”uy5so1mzp” animation_delay=”0″]

Che fare allora? Guardare a chi ci ha preceduti o a chi si proietta verso il futuro?

Ho scelto di fare la seconda, di tentare, buttarmi, fare l’equilibrista e camminare sul filo. Stavolta, però, non più senza rete. Di far coesistere diverse realtà lavorative collaborando con più aziende illuminate, che attuano progetti di smart working da remoto, e impegnandomi per portare a termine ogni task in modo puntuale e preciso. Stavolta volevo essere certa che, se anche uno dei piani non fosse andato a buon fine, avrei comunque potuto continuare su un altro fronte mentre cercavo la prossima avventura.

Impossibile? Stressante? Giuro di no! Con l’aiuto di un approccio agile,  del metodo Scrum, cerimonie aziendali e confronto continuo, video conference e tool professionali si raggiunge un livello di efficienza e trasparenza che chi non ha provato non immagina.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_width=”boxed” data_padding_left=”3″ data_padding_right=”3″ data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_bg_position=”top center” data_bg_repeat=”no-repeat” data_bg_attachment=”scroll” data_bg_size=”cover” data_bg_parallax_ratio=”0.5″ data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″ data_padding_top_laptop=”0″ data_padding_bottom_laptop=”0″ data_padding_top_tablet=”0″ data_padding_bottom_tablet=”0″ data_padding_top_mobile_h=”0″ data_padding_bottom_mobile_h=”0″ data_padding_top_mobile_v=”0″ data_padding_bottom_mobile_v=”0″ data_shortcode_id=”xprckt0ret”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”9do7k0ibzn” type=”h2″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]“Mi piace l’odore del napalm al mattino.”[/cmsmasters_heading][cmsmasters_heading shortcode_id=”cy4axvrfm” type=”h4″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Robert Duvall, Apocalypse Now, 1979[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”3jh9ahix7u” animation_delay=”0″]

Smart working? Smart worker! Ecco la mia giornata tipo:

Sveglia la mattina e una volta acceso acceso il computer (ovviamente dopo il caffè!), a casa, in un centro di coworking o da Starbucks,  si inizia entrando su Team O’clock per il Daily Standup: pochi minuti in cui ogni membro del team a turno, dovunque si trovi, descrive cosa ha fatto ieri, cosa farà oggi e chi può supportarlo tra i suoi colleghi.

Si procede con il vero e proprio lavoro sui task assegnati e presenti su Jira, dove è possiblile anche inserire le descrizioni dei passaggi svolti e loggare le ore effettive impiegate.

Se serve un parere o si vuole comunicare con il proprio team in un canale pubblico o con un solo membro in privato, invece, Slack è il modo più veloce e pratico per scambiarsi opinioni, chiedere consigli o linkare i files prodotti, spesso salvati in cloud su Dropbox o  Google Drive per essere accessibili a tutti quelli che ne hanno l’autorizzazione.

Ho una bacheca per ognuno dei miei lavori, per i quali divido la giornata in fasce orarie flessibili a seconda delle scadenze, e nonostante non conosca di persona tutti i miei colleghi c’è ugualmente complicità: a volte si parla di film, dell’ultima serie su Netflix, ci si scambia una battuta ed è come se le nostre sedie fossero una accanto all’altra. In fondo lo smart working può anche essere divertente!

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_width=”boxed” data_padding_left=”3″ data_padding_right=”3″ data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_bg_position=”top center” data_bg_repeat=”no-repeat” data_bg_attachment=”scroll” data_bg_size=”cover” data_bg_parallax_ratio=”0.5″ data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″ data_padding_top_laptop=”0″ data_padding_bottom_laptop=”0″ data_padding_top_tablet=”0″ data_padding_bottom_tablet=”0″ data_padding_top_mobile_h=”0″ data_padding_bottom_mobile_h=”0″ data_padding_top_mobile_v=”0″ data_padding_bottom_mobile_v=”0″ data_shortcode_id=”9217dff82″][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”zwgayqxnap” type=”h2″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]“Toto, ho l’impressione che non siamo più nel Kansas.”[/cmsmasters_heading][cmsmasters_heading shortcode_id=”vmosuos3g9″ type=”h4″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Judie Garland, Il Mago di OZ, 1939[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”zzs4pdyf7o” animation_delay=”0″]

In fondo in America il lavoro da remoto è una realtà che funziona già da molto tempo, come si evince dal rapporto Gallup del 2017 che mostra chiaramente quanto, a dispetto di ciò che si penserebbe, dipendenti che lavorano da remoto risultano spesso più motivati o con un più alto livello di engagement rispetto a chi è vincolato da orari e luoghi precisi da rispettare.

Le aziende che promuovono progetti di smart working riescono così a creare un ambiente di lavoro, seppur virtuale, più confortevole e ad abbattere i costi riducendo addirittura l’impatto ambientale. Un circolo virtuoso che si traduce in fatturati maggiori e in un tasso di coinvolgimento senza precedenti, sia dei lavoratori che di quei consumatori che ne condividono visione e valori.

Un dipendente o un freelancer che sa di poter gestire i propri tempi e gli impegni lavorativi non in contrasto con la sfera personale, che si sente compreso nelle necessità e nei bisogni, può davvero fare la differenza. È un po’ come avere il dono dell’ubiquità, la capacità di lavorare con più team e su più progetti, in un sottile gioco di equilibrismi che forse all’inizio spaventa più del posto fisso, ma poi regala soddisfazioni e, non nascondiamolo, anche una certa dose di autostima.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_width=”boxed” data_padding_left=”3″ data_padding_right=”3″ data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_bg_position=”top center” data_bg_repeat=”no-repeat” data_bg_attachment=”scroll” data_bg_size=”cover” data_bg_parallax_ratio=”0.5″ data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″ data_padding_top_laptop=”0″ data_padding_bottom_laptop=”0″ data_padding_top_tablet=”0″ data_padding_bottom_tablet=”0″ data_padding_top_mobile_h=”0″ data_padding_bottom_mobile_h=”0″ data_padding_top_mobile_v=”0″ data_padding_bottom_mobile_v=”0″ data_shortcode_id=”xop0eem78i”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”pranve3c5x” type=”h2″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]“Strade? Dove stiamo andando non c’è bisogno di strade!”[/cmsmasters_heading][cmsmasters_heading shortcode_id=”ll9ddx70d7″ type=”h4″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Christopher Lloyd, Ritorno al futuro, 1985[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”w7xonbod6f” animation_delay=”0″]

La fuga di cervelli forse non è più verso i Paesi stranieri: i cervelli e le menti sono online, in rete, connessi e iperattivi grazie a mille stimoli differenti, mentre i corpi rimangono nei luoghi dell’anima.

Città esotiche, mare, montagna o casa propria mentre i bimbi dormono senza bisogno di babysitter perché i nonni, si sa, amano i nipoti… ma a volte anche il pilates!

Tutto è possibile, purchè ci sia un modem e un computer.

E ci sia la voglia di mettersi in gioco, di cercare la chiave giusta per spalancare le porte alle future possibilità… anche se non sei un millennial.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”b1caos4hxr” data_width=”boxed” data_merge=”true” data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_bg_color=”#d4ecf9″ data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”87eoyhmz6l” type=”h1″ font_family=”Lato:400,400italic,700,700italic” font_weight=”bolder” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Approfondimento[/cmsmasters_heading][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”34n47jb79d” data_width=”fullwidth” data_padding_left=”1″ data_padding_right=”15″ data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_bg_color=”#d4ecf9″ data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″][cmsmasters_column data_width=”1/3″][cmsmasters_image shortcode_id=”x1rjtt9hxm” align=”center” caption=”La sede di Gallup” animation_delay=”0″]1882|https://www.skeym.it/wp-content/uploads/2018/09/gallup779.jpg|full[/cmsmasters_image][/cmsmasters_column][cmsmasters_column data_width=”2/3″][cmsmasters_text shortcode_id=”a43on98si” animation_delay=”0″]

Le analisi approfondite di Gallup aiutano i leader a comprendere tutto ciò che conta di più sui cambiamenti della forza lavoro moderna, e ad ottimizzare le loro strategie di attraction, retention, engagement e performance strategies in un momento di straordinario cambiamento.

Oggi i vecchi metodi di gestione dell’ambiente di lavoro – revisioni annuali, classifiche forzate, competenze obsolete – non danno i risultati attesi. I leader devono acquisire dati  scientifici sui desideri e i bisogni in evoluzione dei dipendenti e imparare come creare un posto di lavoro eccezionale.

Il Report State of the American Workplace offre analisi e consigli senza precedenti sul cambiamento del luogo di lavoro, utilizzando i dati raccolti da più di 195.600 impiegati degli Stati Uniti, oltre 31 milioni di intervistati e intuizioni provenienti dalle principali società Fortune 1000.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row]

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Cosa sai fare? A colloquio con i nativi digitali

[cmsmasters_row data_shortcode_id=”99q7byk0ke” data_width=”boxed” data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”30″][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_text shortcode_id=”b0k37jatal” animation_delay=”0″]

Chiedete ad un Millennial o ad un Centennial cosa sa fare, così, a bruciapelo. Probabilmente la sua risposta sarà “Boh, non lo so”!

Avvilente? Non saprei. Certo la domanda è generica ma in fondo credo che questo tipo di risposta derivi da una sorta di pregiudizio che inconsciamente si ha nei confronti di tutte quelle abilità o competenze non ottenute mediante un titolo di studio, ma innate o faticosamente acquisite.

Se la stessa domanda fosse posta ad un primo colloquio di lavoro forse una giovane donna introversa rimarrebbe ammutolita. Un ragazzo con un po’ di intraprendenza e faccia tosta, invece, potrebbe elencare virtù, magari anche gonfiandole un po’, parlando per 10 minuti buoni, ma senza dire nulla di ciò che davvero l’intervistatore vorrebbe sentire.

Eppure dietro la timidezza della prima potrebbe celarsi una fashion blogger da far invidia alla Ferragni, e nella raffica di parole del secondo un social media manager brillante, esplosivo, in grado di creare una miriade incontenibile di contenuti virali freschi e coinvolgenti.

Figure di cui le aziende moderne, proiettate verso il futuro, non possono più fare a meno.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”59dcolivl”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”1mpav13qg9″ type=”h2″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Scoprire e scoprirsi[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text]

Perché queste potenzialità emergano, affinchè si possa avere un’idea più completa di chi ci sta di fronte, il colloquio tradizionale deve cambiare. Gli assessment devono saper cogliere sfumature e particolari, attitudini ma anche soft skill, e per far ciò devono imparare a parlare un linguaggio diverso, più diretto, fatto di connessioni, immagini e reazioni veloci agli stimoli, campi in cui Centennials e Millennials vincono a mani basse se a confronto con noi.

La gamification entra a far parte dell’ e-learning, rendendo più efficaci i processi di apprendimento. I giovani imparano dunque attraverso dinamiche differenti dalle nostre ma non meno efficaci, anzi.

“Non abbiamo cambiato radicalmente il modo in cui apprendiamo. Forse i veicoli di consegna e la tecnologia sono cambiati, ma i processi fondamentali non l’hanno fatto”, afferma Karl Kapp.

Questo concetto ci aiuta a capire perché spesso in un colloquio azienda e candidato non riescano ad esprimersi e a comprendersi appieno. Non è colpa di ciò che sanno o non sanno l’uno del mondo dell’altro, bensì del fatto che non attingono allo stesso vocabolario e non condividono lo stesso linguaggio. Un linguaggio che deve diventare universale e che passa da immagini ed esperienze vissute più che dalle parole e dalle teorie.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_width=”boxed” data_padding_left=”3″ data_padding_right=”3″ data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_bg_position=”top center” data_bg_repeat=”no-repeat” data_bg_attachment=”scroll” data_bg_size=”cover” data_bg_parallax_ratio=”0.5″ data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″ data_padding_top_laptop=”0″ data_padding_bottom_laptop=”0″ data_padding_top_tablet=”0″ data_padding_bottom_tablet=”0″ data_padding_top_mobile_h=”0″ data_padding_bottom_mobile_h=”0″ data_padding_top_mobile_v=”0″ data_padding_bottom_mobile_v=”0″ data_shortcode_id=”27sr2zu7pk”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”t14wbzpy79″ type=”h2″ font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]La gamification apre le porte[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”vh960qg83f” animation_delay=”0″]

La domanda a questo punto è:

Un assessment gamificato può aiutare?

Un videogame può dare alle giovani leve la possibilità di far vedere quello che sanno fare, invece di raccontarlo in un colloquio?

Noi di Skeym crediamo di sì. Pensiamo che questa sia la chiave per creare una situazione win – win, in cui le aziende ottengono ciò che vogliono ed i giovani ciò che desiderano per il loro futuro lavorativo.

Il vantaggio di introdurre principi del game in contesti aziendali è indiscutibile e attraversa tutti gli ambiti: dalle competenze alla gestione, dai più semplici processi aziendali al recruitment, dal colloquio alla selezione. Il videogame è il principe tra gli approcci gamificati. L’assessment Game-based fra tutti è l’unico che permette l’attivazione di un meccanismo preziosissimo quando si tratta di esplorare le reali capacità di una persona, quello chiamato volontaria sospensione dell’incredulità.


Si tratta di qualcosa che tutti noi abbiamo inconsapevolmente sperimentato, ad esempio durante la visione di un film: sebbene consapevoli di trovarci di fronte ad un artificio formato da attori che interpretano una parte, a scenografie costruite artificialmente e a fatti riprodotti e non semplicemente ripresi, per godere appieno l’esperienza abbandoniamo volontariamente queste consapevolezze e, per la breve durata della pellicola, decidiamo di credere alla storia.

Questa meccanica molto potente è presente più che mai nel videogame e può essere sfruttata per ottenere dal giocatore reazioni quanto più genuine, cosa che gli obsoleti test carta e penna non sono in grado di fare. Le nuove generazioni, cresciute con i media digitali e le tecnologie interattive, sono ancora più facilmente catturati da questo meccanismo.

Ecco perché l’uso di un assessment gamificato porta un reale e tangibile vantaggio alle aziende non solo in termini di tempi e risorse spese, ma anche di una comprensione più completa che possa portare ad una strada condivisa, sulla quale generazioni giovani e meno giovani devono essere pronte a camminare insieme.

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Baby Boomers: passeggeri o navigatori?

[cmsmasters_row data_padding_bottom=”50″ data_padding_top=”0″ data_color=”default” data_bot_style=”default” data_top_style=”default” data_merge=”true” data_width=”boxed” data_shortcode_id=”4284nawjao”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”mvhj2ys5xm” type=”h1″ font_family=”Lato:400,400italic,700,700italic” font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Un mondo che va veloce…[/cmsmasters_heading][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”nt3ie3909b” data_width=”boxed” data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”30″][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_text shortcode_id=”6qtbwyg484″ animation_delay=”0″]

Quanto velocemente  evolvono le tecnologie?
I tassisti di oggi combattono contro Uber, quelli di domani dovranno vedersela con la Google car. Chi si affaccia adesso al mondo del lavoro sa che non è importante tanto quello che già sa, ma quanto sarà in grado di crescere.
E chi nel mondo del lavoro c’è già?
Come spiegava il veterano dell’industria tech Jonathan Rosenberg, senior vice president product di Google, alla Harvard Business Review, “Quando sei in un’industria dinamica, dove le condizioni cambiano velocemente, cose come l’esperienza e il modo in cui svolgevi un ruolo prima non sono così importanti quanto la tua abilità di pensare”.

Il campo dell’HR tech non fa eccezione.

Ce ne dà un ottimo esempio un aneddoto di  Mark S. Fogel nel suo articolo “Are baby boomers back seat drivers in the new world of hr?”.


Sono stato un professionista delle risorse umane di livello senior per oltre 20 anni e l’altro giorno ho attraversato la linea che divide la  saggezza dall’invecchiamento. Stavo svolgendo un incarico di consulenza con una grande azienda quando è successo. Ero al telefono che venivo messo sulla graticola  da un paio di MBA [Master in Business Administration- ndt] scattanti e appena assunti da una società di consulenza top-five. Mi hanno chiesto del mio punto di vista sui migliori sistemi HRIS [sistemi di gestione delle risorse umane- ndt] e ne ho menzionato uno che non esiste più. Infatti come molti altri sistemi HRIS che sono stati fondati nello stesso periodo, è stato acquisito da un più grande fornitore di software ERP. Poi c’è stato un silenzio di tomba. È sembrato durare un’eternità, tuttavia sono passati realisticamente solo 5 o 6 secondi.”

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_padding_bottom=”50″ data_padding_top=”0″ data_color=”default” data_bot_style=”default” data_top_style=”default” data_merge=”true” data_width=”boxed” data_shortcode_id=”ak3aj18xv”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”f02584507i” type=”h2″ font_family=”Lato:400,400italic,700,700italic” font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]…punta lontano…[/cmsmasters_heading][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”eye3gce2ak”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_text]

Nel mondo delle Risorse Umane i cambiamenti per la maggior parte sono graduali e prevedibili, e quelle rare volte che non lo sono l’eco che ne consegue fa sì che tutti ne siano informati. Ma da qualche anno la tecnologia con i suoi cambiamenti rapidi e imprevedibili ha contagiato anche questo campo.
Softwares come gli ATS per la gestione del recruiting (come ad esempio in-recruiting di Intervieweb S.r.l.) sono ormai una conoscenza fondamentale per chi vuole avere successo in questo lavoro.

Fogel nel suo articolo si interroga chiedendosi se la generazione dei baby boomer, gli over 50 per capirci, stia giocando in difesa più che in attacco, e se le nuove generazioni stiano portando la professione oltre la loro visuale.

Senza dubbio la new gen è oggi alla guida, e sembrerebbe che i baby boomers siano i passeggeri dei sedili posteriori, ma non vuol dire che sia l’inizio della fine.

Secondo l’autore la chiave di tutto è l’apprendimento permanente, non aggrapparsi solo alla propria esperienza ma continuare ad imparare la professione giorno per giorno, anche in discesa sulla parabola della carriera.

Ci piace aggiungere che fondamentale è non solo tenersi aggiornati sulle nuove tecnologie, ma imparare  anche i nuovi linguaggi. Trovare una via per comunicare efficacemente e in maniera transgenerazionale.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_padding_bottom=”50″ data_padding_top=”0″ data_color=”default” data_bot_style=”default” data_top_style=”default” data_merge=”true” data_width=”boxed” data_shortcode_id=”s5iyh1z10m”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”m6ieb5ga1″ type=”h2″ font_family=”Lato:400,400italic,700,700italic” font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]…ma non ci lascia indietro[/cmsmasters_heading][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_width=”boxed” data_padding_left=”3″ data_padding_right=”3″ data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_bg_position=”top center” data_bg_repeat=”no-repeat” data_bg_attachment=”scroll” data_bg_size=”cover” data_bg_parallax_ratio=”0.5″ data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″ data_padding_top_laptop=”0″ data_padding_bottom_laptop=”0″ data_padding_top_tablet=”0″ data_padding_bottom_tablet=”0″ data_padding_top_mobile_h=”0″ data_padding_bottom_mobile_h=”0″ data_padding_top_mobile_v=”0″ data_padding_bottom_mobile_v=”0″ data_shortcode_id=”frmzfbp0o7″][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_text shortcode_id=”uj87ii2ofx” animation_delay=”0″]

Insomma inutile dire che quando abbiamo creato la piattaforma per assessment gamificati Skeym, avevamo ben chiaro quale fosse l’evoluzione di questa incredibile professione, e come tenersi aggiornati con le nuove tecnologie in campo HR fosse l’arma vincente per restare al passo con le nuove generazioni in arrivo.

Conoscere l’importanza dei nuovi tool, essere curiosi sull’evoluzione del proprio ruolo e sperimentare vie differenti può non solo rappresentare un vantaggio competitivo ma anche uno stimolo ad una migliore e più mirata gestione delle risorse umane.

L’HR di oggi può fare da navigatore alle nuove generazioni, lasciando i sedili posteriori e sedendo accanto ai neo guidatori, per esplorare insieme a loro panorami e strade da percorrere fianco a fianco.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”6itpazgq2i” data_width=”boxed” data_merge=”true” data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_bg_color=”#d4ecf9″ data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”hn9mnqhs4h” type=”h1″ font_family=”Lato:400,400italic,700,700italic” font_weight=”bolder” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”10″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″] Approfondimento[/cmsmasters_heading][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”43eduhpoko” data_width=”fullwidth” data_padding_left=”1″ data_padding_right=”15″ data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_bg_color=”#d4ecf9″ data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″][cmsmasters_column data_width=”1/3″][cmsmasters_image shortcode_id=”v86y2g8en4″ align=”center” caption=”Mark S. Fogel” animation_delay=”0″]1840|https://www.skeym.it/wp-content/uploads/2018/09/46996de99a5389fe54ff77f751373d61_1cwv_3cez.png|full[/cmsmasters_image][/cmsmasters_column][cmsmasters_column data_width=”2/3″][cmsmasters_text shortcode_id=”5qpe5n6tma” animation_delay=”0″]Mark S. Fogel è il Co-founder di Human Capital 3.0, una società di consulenza per il Capitale Umano e la Leadership Organizzativa al servizio di un’ampia gamma di settori industriali, con particolare attenzione sull’assistenza alle aziende per identificare e far crescere strategicamente il proprio talento. In qualità di ex CHRO per Leviton, Marcum e Success Academy Charter Schools, Mark ha ricevuto diversi premi nazionali, tra cui l’ “Human Capital Leader of the Year” di SHRM e l’ “HR Executive Magazine’s Honor Role”. Spesso citato dai media nazionali, Mark porta una ventata d’aria fresca ad ogni discussione sulle risorse umane. Seguilo sul blog SHRM, su Fistfuloftalent.com e su Twitter @HC3.[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row]

Skeym guarda indietro per andare avanti

Guardare indietro. Andare avanti

[cmsmasters_row data_shortcode_id=”4omtor009g” data_width=”boxed” data_merge=”true” data_top_style=”default” data_bot_style=”default” data_color=”default” data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”jcctcmclf” type=”h2″ font_family=”Lato:400,400italic,700,700italic” font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Guardare indietro. Andare avanti![/cmsmasters_heading][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_padding_bottom=”30″ data_padding_top=”0″ data_color=”default” data_bot_style=”default” data_top_style=”default” data_width=”boxed” data_shortcode_id=”07x6zd1pp”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_text shortcode_id=”gexceerq34″ animation_delay=”0″]

“Ogni giorno, quello che scegli, quello che pensi e quello che fai è ciò che diventi.” Eraclito

Capita anche a voi, guardando indietro, di provare una sensazione particolare, come quando si ha tra le mani un diario di viaggio?

Leggerlo è un tuffo tra mille emozioni differenti, ci fa vedere più chiaramente le rotte e le virate, e a volte mostra le porte che sei riuscito ad aprire, perché in mano avevi la chiave giusta!

Il diario di viaggio che ci fa ripercorrere oggi le tappe del FidaInform Tour è una storia di crescita e di confronto con mondi inesplorati, innovativi e stimolanti, in cui ci siamo immersi con entusiasmo e curiosità e che ci ha regalato grandi soddisfazioni.

Marzo 2018:

Spieghiamo le vele: è ora di cominciare il nostro viaggio e di aprirci al mondo che ci circonda. Siamo pronti a imbarcarci per la prima tappa della nostra avventura alla volta di Bologna.
La voglia di portare alla luce la nostra esperienza è grande e speriamo davvero che la nostra visione di una metodologia di assessment fuori dagli schemi possa essere compresa e fare la differenza.
Ce la metteremo tutta!

A supportarci e darci forza c’è la certezza che le Aziende, in fondo, non vogliono più solo leggere un curriculum ben confezionato, ma che non vedono l’ora di svelare e accogliere attitudini e soft skill del proprio organico e di chi sta per salire a bordo. Nessun talento rimarrà più nascosto: abbiamo strutturato una soluzione che può predire le performances lavorative e fare addirittura  un’analisi di team.

La sfera di cristallo non serve più: noi abbiamo creato  Skeym!

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”lfft2ho6gg”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”823hcxbuq4″ type=”h2″ font_family=”Lato:400,400italic,700,700italic” font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Il Gioco come chiave di lettura[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text]

Giorno 1:

Bologna, siamo qui per mostrare alle Aziende nuove rotte che possano portare a scoprire un tesoro nascosto.

I candidati, soprattutto se giovani e inesperti, sono spesso come uno scrigno. Per aprirsi hanno bisogno di motivazione, di un incentivo e di sentirsi valorizzati. Di percepire che la realtà di cui entreranno a far parte potrà essere il luogo in cui fare la differenza.

Come potrebbe mai un colloquio tradizionale, in pochi minuti, dare loro modo di far vedere davvero quanto valgono?

Attraverso un videogame con una trama vera e propria in cui ci si possa muovere da protagonisti, possiamo aprire il forziere e mostrare non solo le capacità ma anche il carattere di chi gioca.

Skeym allora non è più solo un tool efficace in ambito HR.

È la chiave che apre lo scrigno.

È una gioia sapere che le aziende ci mostrano, qui e oggi, un reale entusiasmo verso la possibilità di esplorare nuove prospettive. È una gioia ancora più grande sapere che siamo stati selezionati tra i finalisti per la tappa finale di Torino, e che il viaggio non termina qui!

Nostre compagne di viaggio saranno startup giovani e dinamiche come BSD Design, Pikkart, Qurami, BeMyEye, Trustech, Enerbrain, Rulex, SmartTrack e Wrebby.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”84hxa49sdm” data_padding_bottom_mobile_v=”0″ data_padding_top_mobile_v=”0″ data_padding_bottom_mobile_h=”0″ data_padding_top_mobile_h=”0″ data_padding_bottom_tablet=”0″ data_padding_top_tablet=”0″ data_padding_bottom_laptop=”0″ data_padding_top_laptop=”0″ data_padding_bottom=”50″ data_padding_top=”0″ data_bg_parallax_ratio=”0.5″ data_bg_size=”cover” data_bg_attachment=”scroll” data_bg_repeat=”no-repeat” data_bg_position=”top center” data_color=”default” data_bot_style=”default” data_top_style=”default” data_padding_right=”3″ data_padding_left=”3″ data_width=”boxed”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”ostuglhj4e” type=”h2″ font_family=”Lato:400,400italic,700,700italic” font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]31 Maggio 2018: la Finale di Torino[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”bovxscxpw9″ animation_delay=”0″]

Qualche mese dopo…

Nel viaggio che ci ha portati fin qui Skeym si è evoluta, ha solcato nuovi mari e ammirato paesaggi inesplorati. Si è costituita in Italia, a Roma, pronta ad incedere verso un futuro che possa rappresentare per le Aziende sia un porto dal quale partire con entusiasmo, carichi di merci preziose, che un approdo sicuro per riparare, certi delle nostre competenze.

“Il cambiamento è il processo col quale il futuro invade le nostre vite” Alvin Toffler

Vedere il nostro Capitano di vascello, Gianmarco Pinto, salire sul palco per raccogliere i frutti di questa navigazione è stata un’emozione indescrivibile, dettata da una vittoria inaspettata ma sperata. Le sue parole di ringraziamento sono la perfetta sintesi di ciò che serve per dar vita ad una startup innovativa: “Passione, Anima, Cuore e Tempo”. Di questo è fatta Skeym, per questo è una nave solida a cui affidare il proprio carico per far sì che giunga a destinazione.

Adesso un nuovo imbarco ci attende, il viaggio del percorso di accelerazione ideato da Gellify che siamo orgogliosi ed entusiasti di intraprendere.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row][cmsmasters_row data_shortcode_id=”m62z88wy6r” data_padding_bottom_mobile_v=”0″ data_padding_top_mobile_v=”0″ data_padding_bottom_mobile_h=”0″ data_padding_top_mobile_h=”0″ data_padding_bottom_tablet=”0″ data_padding_top_tablet=”0″ data_padding_bottom_laptop=”0″ data_padding_top_laptop=”0″ data_padding_bottom=”50″ data_padding_top=”0″ data_bg_parallax_ratio=”0.5″ data_bg_size=”cover” data_bg_attachment=”scroll” data_bg_repeat=”no-repeat” data_bg_position=”top center” data_color=”default” data_bot_style=”default” data_top_style=”default” data_padding_right=”3″ data_padding_left=”3″ data_width=”boxed”][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_heading shortcode_id=”gsciuqmoyb” type=”h2″ font_family=”Lato:400,400italic,700,700italic” font_weight=”default” font_style=”default” text_align=”left” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″ animation_delay=”0″]Grazie per questa avventura[/cmsmasters_heading][cmsmasters_text shortcode_id=”qbehg77tv” animation_delay=”0″]

Quando si rientra in porto e si tocca terra dire grazie è doveroso. Per noi è un piacere poterlo fare, oggi, anche da qui.

Grazie ad Annamaria Di Ruscio, AD di NetConsulting cube, che con FidaInform ha costruito un programma che potesse davvero far emergere le eccellenze digitali, mostrando realtà che nel nostro Paese sono in fermento.

Grazie a Paolo Paganelli, Presidente di FidaInform, che parlando delle realtà presenti alla premiazione ha ricordato alle Aziende che devono “avere il coraggio di portare a bordo queste competenze”.

Grazie ad Andrea Landini, Manager Partner di Gellify per l’occasione di crescita che ci offre e che di certo vivremo appieno.

Ringraziamo gli organizzatori, gli sponsor e le Aziende presenti.

Grazie ad inno3.it per la videointervista a due dei nostri founder.

Grazie a chi, con la curiosità tipica di chi ha ancora negli occhi lo stupore di un bambino, si è messo in gioco con Event Horizon e si è divertito toccando con mano le potenzialità della nostra Piattaforma di Assessment Gamificati.

Perché grazie?

Perché una chiave, anche se universale, non può mostrare quanto vale se non ci si trova di fronte a porte da aprire.

Perché queste porte, se spalancate e attraversate, mostrano chiaramente che si può trasformare il lavoro in un gioco, “un gioco molto serio”, citando Escher.

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